Cos’è l’AI Act europeo? È il regolamento dell’Unione Europea che stabilisce regole comuni per sviluppare, vendere e usare sistemi di intelligenza artificiale. Il principio di base è semplice: più un sistema può danneggiare le persone, più obblighi ci sono. Vale in tutti gli Stati membri, Italia compresa, senza bisogno di una legge nazionale di recepimento per le sue parti principali.
Che cos’è l’AI Act in parole semplici
Se cerchi una AI Act spiegazione semplice, pensa a un regolamento sulla sicurezza dei prodotti, come quelli per giocattoli o macchinari, applicato al software intelligente. Non vieta l’AI in generale e non regola la tecnologia in sé: regola gli usi.
Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale ha tre obiettivi principali:
- proteggere salute, sicurezza e diritti fondamentali delle persone
- dare regole uniformi alle aziende in tutto il mercato europeo
- favorire un’AI affidabile e trasparente
Ha effetto anche fuori dall’UE: se un’azienda extraeuropea offre un sistema AI a utenti europei o i cui risultati sono usati nell’UE, deve rispettarlo.
Chi riguarda l’AI Act
Il testo distingue alcuni ruoli, perché gli obblighi cambiano.
- Fornitore: chi sviluppa un sistema AI o lo immette sul mercato con il proprio nome.
- Deployer (chi lo usa): un’azienda, un ente pubblico o un professionista che utilizza un sistema AI in ambito lavorativo.
- Importatori e distributori: chi porta o rivende sistemi AI nel mercato europeo.
I singoli utenti che usano l’AI a titolo puramente personale non hanno gli stessi obblighi. Se invece usi strumenti AI per lavoro, per esempio nella selezione del personale o nel servizio clienti, rientri tra i deployer.
Livelli di rischio AI Act
Il cuore del regolamento è la classificazione per rischio. I livelli di rischio dell’AI Act sono quattro.
1. Rischio inaccettabile: pratiche vietate
Sono usi considerati contrari ai valori europei. Rientrano, tra gli altri:
- manipolazione che sfrutta vulnerabilità o tecniche subliminali per danneggiare le persone
- sistemi di punteggio sociale (social scoring)
- riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro e a scuola, salvo eccezioni per motivi medici o di sicurezza
L’identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi pubblici da parte delle forze dell’ordine è vietata in linea generale, con eccezioni molto limitate.
2. Rischio alto
Sono sistemi consentiti ma con requisiti stringenti: gestione del rischio, qualità dei dati, documentazione tecnica, supervisione umana, accuratezza e sicurezza. Gli ambiti tipici sono:
- selezione e valutazione dei candidati
- istruzione e valutazione degli studenti
- accesso a servizi essenziali, come il credito
- infrastrutture critiche e dispositivi medici
- giustizia, migrazione e forze dell’ordine
3. Rischio limitato: obblighi di trasparenza
Se interagisci con un chatbot, devi sapere che è una macchina. I contenuti generati o modificati dall’AI, come i deepfake, devono essere indicati come tali.
4. Rischio minimo
La maggior parte delle applicazioni, per esempio filtri antispam o AI nei videogiochi, non ha obblighi specifici.
Modelli di AI per finalità generali
Il regolamento prevede regole dedicate anche ai modelli di uso generale, cioè quelli alla base di chatbot e assistenti. I fornitori devono tra l’altro mantenere documentazione tecnica, fornire informazioni a chi integra il modello e rispettare il diritto d’autore dell’UE. Per i modelli ritenuti a rischio sistemico sono previsti obblighi aggiuntivi, come valutazioni e segnalazione degli incidenti gravi.
Per approfondire gli effetti pratici sulle imprese, leggi l’approfondimento su obblighi per le aziende italiane sulla IA generativa.
Esempio pratico: classifica i tuoi strumenti
Fai un elenco degli strumenti AI che usi e assegna a ciascuno un livello. Ecco un modello riutilizzabile:
- Chatbot sul sito che risponde ai clienti: rischio limitato, devi dichiarare che è un’AI
- Software che filtra i CV e ordina i candidati: rischio alto, servono supervisione umana e documentazione
- Assistente AI per scrivere bozze di email: rischio minimo
- Generatore di immagini per i social: rischio limitato, etichetta i contenuti sintetici quando necessario
Se un uso ti sembra borderline, verifica il testo del regolamento e, per casi sensibili, chiedi un parere legale.
Sanzioni e controlli
Le violazioni possono comportare multe amministrative anche molto elevate, proporzionate alla gravità e alla dimensione dell’azienda. Le più pesanti riguardano le pratiche vietate. I controlli sono affidati ad autorità nazionali di vigilanza, coordinate a livello europeo. Per i dettagli su importi e calendario di applicazione, consulta sempre il testo ufficiale del regolamento.
Domande frequenti
L’AI Act vieta ChatGPT e gli altri chatbot?
No. I chatbot sono consentiti. Valgono obblighi di trasparenza verso gli utenti e regole specifiche per i fornitori dei modelli sottostanti.
L’AI Act vale anche per me come privato?
In linea generale gli obblighi riguardano fornitori e chi usa l’AI in ambito professionale. L’uso personale e non professionale è in gran parte escluso.
Dove trovo il testo ufficiale?
Sul portale EUR-Lex, con il titolo Regolamento (UE) 2024/1689. Lì trovi anche le versioni in italiano.
Cosa fare adesso
- Elenca gli strumenti AI che usi in azienda o nel tuo lavoro.
- Assegna a ciascuno un livello di rischio con lo schema sopra.
- Per gli usi a rischio alto, verifica con il fornitore la conformità e la documentazione disponibile.
- Aggiungi un’informativa chiara dove l’utente interagisce con un’AI.
- Consulta il testo ufficiale su EUR-Lex per i casi dubbi.
